In un momento storico come questo, sembra che la sostenibilità sia passata in secondo piano rispetto alle esigenze della politica internazionale. È così, o ormai è un tema assodato anche dal settore che comunque continuerà a lavorare in questo senso?
“La sostenibilità resta un tema centrale, nonostante le esigenze geopolitiche attuali”, riflette Marcello Di Caterina, vicepresidente di Alis (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile). “Il settore logistico e armatoriale continua a investire in tecnologie verdi e soluzioni innovative per ridurre le emissioni. Tuttavia, Alis evidenzia come alcune normative europee, come l’Ets applicato al settore marittimo, possano essere distorsive e penalizzare imprese e consumatori finali. È necessario approcciare al tema con una visione globale volta a garantire una transizione sostenibile e coerente su scala mondiale”.
Quali sono le esigenze principali del settore secondo Alis, detto che il mondo armatoriale sta fronteggiando normative molto stringenti sul tema?
“Come associazione, sottolineiamo la necessità di incentivi e misure di supporto. Ad esempio, con 100 milioni annui per il Sea Modal Shift e il Ferrobonus, l’impatto sul bilancio dello stato sarebbe solo dello 0,01%, ma le emissioni di CO2 diminuirebbero fino a 8,2 milioni di tonnellate, il doppio di oggi, con grandi benefici per la salute di tutti. Inoltre, le nostre analisi dimostrano che il comparto genera un risparmio economico di oltre 7 miliardi di euro per i cittadini italiani. Aggiungo anche che occorre una accelerata sulla riforma dei porti, il miglioramento delle infrastrutture e una maggiore integrazione digitale. Sono tutte priorità per garantire competitività ed efficienza. Inoltre, si evidenzia l’importanza di politiche che sostengano il capitale umano e facilitino l’accesso alle professioni logistiche”.

Quanto pensa che le relazioni internazionali andranno a colpire il settore industriale, e quindi quello del mondo dei trasporti? Quali potrebbero essere le contromisure, in caso di dazi e tariffe così come sono stati ipotizzati?
“Le tensioni globali, i conflitti e le politiche commerciali protezionistiche stanno influenzando e influenzeranno sempre più la logistica, incidendo su filiere strategiche come l’automotive, il farmaceutico e l’agroalimentare. In caso di nuovi dazi o barriere tariffarie, il settore dovrà puntare su diversificazione dei mercati, rafforzamento delle infrastrutture nazionali e incentivi per mantenere la competitività dell’Italia come hub logistico internazionale”.
Leonardo Parigi