Il settore dei terminal container in Italia ha affrontato un 2024 caratterizzato da segnali contrastanti. Mentre alcune aree hanno registrato significativi incrementi nei volumi, altre hanno dovuto fare i conti con cali rilevanti. Nel complesso, tuttavia, l’Italia conferma un 2024 con una crescita di traffico container decisa, rispetto al 2023, superando la soglia dei 12 milioni di teu complessivi. Secondo i numeri di Assoporti, l’incremento pari a un +5,5%, è stato di oltre 600mila unità, trainato dalle buone performance dei porti di Gioia Tauro, Genova, La Spezia e Napoli. I porti dell’Adriatico continuano invece a soffrire un forte calo di traffico rispetto agli anni precedenti, e questo sicuramente anche in relazione ai problemi che riguardano la flessione del traffico mercantile all’interno del Mar Rosso.
In Campania si confermano i risultati positivi del porto di Napoli, che segna un incremento del +8% e Salerno in crescita del +5%, mentre Livorno mantiene una posizione di sostanziale equilibrio con una lieve flessione del -1,6%. Situazione più complessa lungo l’Adriatico, dove i porti di Ravenna (-8%), Ancona (-12%) e Bari (-28%) hanno registrato riduzioni significative. Le perdite sono state più contenute per Trieste (-1,3%) e Venezia (-2,7%). Tra i terminal, l’ottima performance di Gioia Tauro (+11%) si affianca a risultati incoraggianti in Liguria, dove spiccano la crescita del La Spezia Container Terminal (Lsct) (+11%), di Psa Sech Genova (+20%) e di IMT Messina (+26%). Anche il nuovo Terminal San Giorgio si distingue con un incremento del +6%, mentre il Genoa Port Terminal di Spinelli rimane stabile (-1%). In calo invece il Terminal del Golfo La Spezia (-9%) e soprattutto il Terminal Bettolo (-29%). Risultati incerti per il terminal genovese di MSC e per gli scali savonesi di Vado Gateway e Reefer Terminal.

Secondo la ricerca “Port Infographics”, a cura del Centro Studi Srm e Assoporti: “Da gennaio a settembre 2024 gli scali italiani hanno movimentato complessivamente oltre 362 milioni di tonnellate, lo 0,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2023. In crescita container, rinfuse liquide e ro-ro: rispettivamente +4,7%, +2,4%, +1%. Calano le rinfuse solide dell’11,5%. Bene traghetti e crociere +3,1% e +7,2%. I dati sono ovviamente diversi porto per porto, e se alcuni hanno semplicemente “tenuto” altri sono calati e altri ancora cresciuti”.
Tornando sul puro fronte container, nell’Adriatico i risultati oscillano tra i principali terminal di Marghera, dove il Tiv ha guadagnato il +16%, a fronte del calo del Psa Vecon (-14%). A Trieste, il traffico del Trieste Marine Terminal resta stabile, mentre cresce del +16% il movimento di Samer Seaports & Terminals. In forte contrazione, invece, Hhla Italy (-25%), che si concentra sempre più sul segmento multipurpose. In Campania brillano CoNaTeCo Napoli e Sct Salerno, entrambi in crescita del +5%.
Al Centro Italia, il traffico container si mantiene stabile per Roma Terminal Container Civitavecchia, Terminal Lorenzini e Terminal Darsena Toscana, tutti con un leggero calo del -1%. E ancora, in Sardegna il traffico gestito dal gruppo Grendi presso il terminal Mediterranean International Terminal Operator di Cagliari ha raddoppiato i volumi, mentre il traffico ro-ro da Marina di Carrara ha registrato una flessione del -4%. Sullo stesso terminal toscano, il traffico container lo-lo di MDC (gruppo Perioli) è salito del +22%. Al Sud, invece, si registra la forte contrazione del traffico per San Cataldo Container Terminal di Taranto (-60%).
Leonardo Parigi