“Il nuovo spazio di magazzino a Pra’, inaugurato nel 2023, è stato un passoimportante per l’offerta di servizi logistici da parte di PSA Italy, un ‘proof of concept’ riuscito, in previsione del successivo ampliamento dell’attività.”, racconta Fabio Bucchioni, Supply Chain Manager di Psa Italy. “Con i suoi 7000 metri quadri di piazzale, e oltre 1200 di magazzino, lo spazio inaugurato due anni fa si presta alla movimentazione di carichi fuori sagoma che richiedono un particolare stoccaggio al coperto, e questo ci consente di avere soluzioni necessarie per il mercato che prima non erano disponibili. Qui è possibile, infatti, introdurre macchinari nudi anche di grandi dimensioni e peso, che possono essere successivamente imballati, La nostra attuale gestione dell’area ci consente di operare su circa 120contenitori al mese”.

Rispetto ai numeri di un terminal come quello di PSA Genova Pra’, che nel 2024 ha visto una quota di container transitare sulle sue banchine pari a oltre 1,5 milioni di teu, l’area ha una dimensione decisamente inferiore, ma consente al colosso di Singapore di muoversi su dinamiche quasi custom, nei confronti di esigenze e specialità particolari. A dicembre scorso, però, il gruppo ha comunicato l’entrata in funzione dei magazzini PDE Distripark, ulteriore area gestita da PDE, nella quale vengono offerti servizi logistici, parte del concept“Port Ecosystem”, a servizio della capacità attrattiva del terminal. Una nuova area dedicata allo stoccaggio di merci pari a 15mila metri quadrati di magazzino, collegati ad altri 25mila metri quadrati di piazzale, che hanno visto anche l’assunzione di 16 nuove unità.
“Il nuovo spazio ci consente di avere una visione più ampia e specializzata, in grado di puntare in futuro ad una logistica più sofisticata. Nel 2025 ci siamo posti l’obiettivo di gestire circa 7000 contenitori. Se per quanto riguarda l’import lavoriamo soprattutto materie prime e merce in groupage, per l’export la nuova area è dedicata principalmente allagestione di spedizioni di macchinari di vario genere, come escavatrici, cingolati, spazzaneve, mezzi per l’agricoltura ecc… Abbiamo gestito anche un elicottero poche settimane fa”. Se le aree inaugurate nel 2023, per caratteristiche infrastrutturali del sito, sono state dedicate principalmente a alle classiche attività retroporuali, , il PDE Distripark rappresenta un salto di qualità, che porta Psa Italy a potersi aprire anche a nuove traiettorie. Anche se il momento storico non aiuta certamente a guardare con serenità al futuro. “I dazi sicuramente alla lunga danneggiano tutti, perché ovviamente tra i due attori che dibattono ci saranno sempre dinamiche di ritorsione reciproca, con costi di produzione destinati a crescere , in una spirale che rischierebbe di portarci in recessione”, commenta Bucchioni.

“Nell’economia contemporanea, nessuno stato è in grado di produrre ogni genere di bene in autonomia e gli ostacoli al commercio internazionale finiscono per danneggiare tutti.. Per fortuna le merci hanno un atteggiamento di fluidità per cui riescono comunque a trovare una strada per arrivare a destinazione, e lo vediamo bene anche con quello che è successo negli scorsi mesi nel Mar Rosso. Certamente però le situazioni di disagio e di tensione aumentano, e il nostro settore è costretto ancora una volta a reagire con rapidità e dinamismo”.
La politica di dazi per come si sta proponendo potrebbe ovviamente portare a un calo di flussi commerciali tra Usa e Unione Europea, ma non solo. Stretta tra le morse degli accordi internazionali con la Russia da una parte, e con le ancora vive tensioni mediorientali dall’altra, l’Europa appare confusa e in cerca di identità. “Ma non è detto che poi i nostri prodotti non scelgano anche altri mercati”, risponde ottimista Bucchioni. “L’Europa è un partner commerciale di grande interesse per molti Paesi e, se trovasse grossi ostacoli nel mercato statunitense, potrebbe anche guardare ad altre sponde”.
“Noi cerchiamo di fornire delle soluzioni di efficienza per le spedizioni, particolarmente richieste dagli operatori in questi momenti di incertezza. Le aree dedicate alla logistica, a maggior ragione se dotate di autorizzazioni doganali come nel nostro caso, possono rappresentare un importante elemento “buffer” in grado di decongestionare le banchine e i piazzali portuali.”
