I porti del Mediterraneo si espandono con i nuovi terminal container

I volumi globali di container hanno raggiunto i 15,4 milioni di teu nel gennaio 2025, con un aumento del 5,8% su base annua, anche se bisogna fare i conti con un calo di quasi il 4% rispetto ai 16 milioni di teu registrati nel dicembre 2024. È quanto emerge dal report che è stato pubblicato da Container Trades Statistics. Nel frattempo, mentre prosegue la crescita del traffico merci verso i porti della sponda sud del Mediterraneo, si ampliano anche i relativi terminal container. Alla fine del 2024, Apm Terminals ha dato notizia di aver completato l’ultima fase dell’espansione da 2 milioni di Teu presso il terminal MedPort Tangeri, rafforzando così le operazioni previste per il 2025. Con questa espansione, la capacità complessiva del terminal raggiunge ora i 5,2 milioni di TEU all’anno, e dispone di una banchina lunga due chilometri. I due terminal gestiti da Apm Terminals in Marocco operano come hub strategici, “rappresentando il fulcro della cooperazione Gemini, l’alleanza operativa tra Maersk e Hapag-Lloyd per le rotte commerciali Est-Ovest”, riportava la nota ufficiale dell’azienda.

MedPort Tangeri

L’ampliamento del terminal ha portato all’assunzione di 500 nuovi dipendenti tra il 2023 e il 2024, rendendo MedPort Tangeri uno dei terminal container più avanzati tecnologicamente, visto che viene utilizzato un sistema di ormeggio automatico per l’attracco delle navi, legato a una pianificazione digitale delle banchine. Nel 2024, un’analisi della Banca Mondiale e di S&P Global ha classificato il porto di Tangeri come il quarto terminal container più efficiente al mondo. Analoga la crescita in Arabia Saudita del porto di Jeddah, che beneficerà di un importante investimento da 800 milioni di dollari per il terminal container sud. Con un incremento così notevole, la capacità del singolo terminal potrebbe passare da 1,8 a 4 milioni di teu all’anno, puntando ancora più su, a oltre 5 milioni di teu, in una successiva fase di espansione.

Il terminal si estende su una banchina lunga complessivamente 2.150 metri, compresa una parte in acque profonde con una profondità di 18 metri, in grado di accogliere contemporaneamente fino a cinque grandi navi portacontainer. Il terminal è dotato di gru automatizzate ed elettrificate. Il colosso logistico ha dichiarato che l’obiettivo è ridurre le emissioni di CO2 del terminal del 50% nei prossimi cinque anni. Altre misure in programma riguardano piattaforme solari, camion elettrificati e sistemi di riciclaggio dell’acqua. Nel frattempo, in Egitto, il nuovo terminal container del porto di Damietta è prossimo al definitivo completamento. Il progetto si estende su una superficie di 930mila metri quadrati, realizzato garantendo elevati standard di sostenibilità ambientale, assicurano i progettisti. L’infrastruttura include diversi edifici per i servizi portuali e adotta sistemi eco-compatibili per la gestione e la movimentazione delle merci.

damietta port render
Il rendering del porto di Damietta

Finanziato da banche internazionali per lo sviluppo, il terminal è progettato nel rispetto delle normative ambientali e sostenibili, con particolare attenzione all’ecosistema circostante. La collaborazione con Damietta Alliance Container Terminals, che include operatori globali come Eurogate, Contship e Hapag-Lloyd, punta a posizionare Damietta come hub regionale per il transhipment, con una capacità annua prevista da 3,3 milioni teu. Al termine dei lavori, la capacità totale del porto di Damietta aumenterà a 6 milioni di teu, consolidando la sua posizione come hub globale del commercio marittimo. Il terminal container Tahya Misr 1 — uno dei tre terminal previsti nel progetto di sviluppo del porto di Damietta — inizierà le operazioni nell’aprile 2025. Gli altri due terminal container dovrebbero essere completati entro il 2027.

Intanto, Luka Koper ha firmato un contratto con Kolektor Koling Inženiring per l’ampliamento del Molo I nel porto di Capodistria, in Slovenia, con lavori previsti entro la fine del 2027. Il progetto, del valore di circa 153 milioni di euro, prevede la costruzione di 326 metri di banchina con due nuovi ormeggi, l’acquisizione di sette ettari per aree di stoccaggio e l’approfondimento dei fondali. Questo intervento aumenterà la capacità del terminal container a 1,8 milioni di teu, mentre Porto Marghera si appresta a riconvertire un’area industriale in una nuova area destinata ai contenitori. I lavori, iniziati lo scorso luglio, andranno a interessare un’area di circa 90 ettari, consegnando al mare una linea di 1,6 chilometri per le panamax in arrivo e partenza. L’intero progetto ha un costo complessivo di 428 milioni di euro e viene considerato cruciale per la crescita economica del nordest italiano e per l’intero sistema portuale veneto. Inoltre, il progetto prevede investimenti significativi in tecnologie innovative per la gestione dei container e la digitalizzazione delle operazioni portuali, garantendo così una maggiore sicurezza e un miglior controllo dei flussi di traffico. E se il porto di Barcellona è pronto a investire oltre 332,5 milioni di euro quest’anno per potenziare e realizzare nuove banchine, prosegue veloce il progetto per la realizzazione del terminal container della Darsena Europa a Livorno, che ha già raggiunto l’interesse di Msc.

Leonardo Parigi