Taoticket, oltre le crociere: traghetti, jet privati e il turismo che si spezza


Iniziato con una navigazione in acque tranquille, il 2026 si è trasformato in una traversata a ostacoli per il turismo. Si potrebbe ricorrere a questa imagine per riassumere la prima metà dell’anno di Taoticket, la web agency nata nel 2007 e diventata riferimento in Italia per la vendita di crociere online grazie alla piattaforma Ticketcrociere. È Matteo Lorusso, direttore generale del gruppo genovese, a fare il punto della situazione: «Gennaio e febbraio sono partiti molto bene ma poi, dopo la chiusura dello stretto di Hormuz e la sensazione di insicurezza che ne è derivata, il mercato si è fermato per tutto marzo. Ad aprile c’è stata una lenta ripresa che è poi proseguita a maggio, mese in cui ci aspettavamo però ben altri numeri. Al momento siamo indietro rispetto ai target: conti alla mano, abbiamo 800 passeggeri in meno rispetto alle cabine interne vendute lo scorso anno: un dato difficile da recuperare entro la stagione». Le ragioni di questo scarto sono molteplici. All’instabilità geopolitica internazionale si sono aggiunti incertezza economica, il timore di dover far fronte a cancellazioni dei voli, le potenziali complicazioni sui rimborsi e persino l’Hantavirus – con la paura generalizzata suscitata dagli accadimenti a bordo della nave MV Hondius: tutte circostanze che hanno frenato una domanda che sembrava dover accelerare. «Il rimbalzo emotivo sulle notizie esiste eccome», osserva Lorusso. «In base a quello che succede nel mondo e a come viene riportato, cambiano scelte di vita e di viaggio. A volte, semplicemente, la gente decide di restare in attesa».

Nel frattempo, però, il segmento alto delle crociere tiene: «Vendiamo più giri del mondo rispetto agli anni scorsi; abbiamo inoltre di recente finalizzato preventivi per l’acquisto di suite nelle zone premium a bordo di navi mass-market. Insomma, non ci facciamo scoraggiare dal momento». Forte di un 2025 «davvero soddisfacente», Taoticket ha ampliato il proprio perimetro. Quest’anno è nato Ticketferries.com, portale per la prenotazione di traghetti costruito intorno a una scelta di rottura: l’azzeramento dei diritti di agenzia. «Il settore è dominato da grandi aggregatori internazionali che aggiungono fee comprese tra 20 e 50 euro in fase di checkout», spiega Lorusso. «Con Ticketferries.com abbiamo deciso di giocare una partita diversa. Oggi il portale conta 1.942 rotte in tempo reale su 21 stati europei e nordafricani, con otto compagnie, da Grimaldi Lines a Blue Star Ferries, e una crescita costante delle prenotazioni». Un posizionamento che intercetta un mercato in espansione. Nel 2024, secondo Assoporti, il settore traghetti ha sfiorato i 19,3 milioni di passeggeri in Italia, il 3,1 percento in più rispetto all’anno precedente.

L’altra scommessa si chiama Ticketprivatejet.com, un aggregatore per il noleggio condiviso di aerei privati pensato non solo per i crocieristi altospendenti che devono coprire in volo brevi e medie distanze prima di imbarcarsi a bordo di navi di lusso come quelle di Explora Journeys, Silversea e Oceania Cruises, ma anche per gruppi di amici che vogliono festeggiare un compleanno o una laurea. «Nell’immaginario collettivo il jet privato è un lusso irraggiungibile. In realtà, un volo di un’ora e mezza può essere abbordabile per piccole comitive di persone che vogliono vivere qualcosa di esclusivo. Per un volo Roma-Ibiza a bordo di un Midsize Jet da nove posti il costo orario si attesta intorno ai 555 euro a testa, paragonabile a quello di una business class, ma senza scali». Dietro questi progetti e questi numeri, si intravede però – in controluce – una chiave di lettura più amara. «Che si tratti di crociere, traghetti o di noleggio jet privati, la forbice si sta allargando, legata al solito problema dei salari in Italia» analizza Lorusso. «C’è un salto marcato tra chi ha un budget e può aumentarlo all’occorrenza e chi invece è fermo al palo: temo che la mancata vendita delle cabine interne sia legata proprio a questa dinamica».

traghetto

I dati interni di Ticketcrociere – raccolti nell’Osservatorio da poco pubblicato – mostrano con accuratezza cosa sta accadendo, inquadrando un momento storico in cui, pur di viaggiare, le persone sono disposte ad accorciare la vacanza e, talvolta, a pagarla a rate. Dall’analisi risulta che le richieste per le minicrociere (il format da quattro giorni e tre notti, con prezzo medio sui 500 euro) hanno superato quota 70mila dal 2024 a oggi, tornando ampiamente sopra i livelli pre-pandemia. Al contempo, sul fronte dei pagamenti, il Buy Now Pay Later si è ormai consolidato tra il 35 e il 40% delle transazioni, secondo solo alla carta di credito: «Prevediamo nel giro di una manciata d’anni una loro riduzione a favore del Bnpl, che nel turismo non riguarda soltanto i consumatori con minore capacità di spesa, ma riflette una tendenza più ampia alla frammentazione dei pagamenti e all’ottimizzazione della liquidità familiare». Sullo sfondo, i prezzi continuano a salire. Lo scorso anno il costo medio per una crociera settimanale ha raggiunto 1.314 euro a persona, contro gli 819 del 2021. E la pressione si estende ai traghetti: secondo Federconsumatori, le tariffe agostane segnano aumenti fino al 18% rispetto al 2024. «Sul nostro portale Ticketferries stiamo registrando per la prima volta una sovrapposizione di prezzo tra minicrociere di tre notti e viaggi a/r in traghetto», conclude Lorusso. «Il futuro ci riserva forte concorrenza e, piaccia o meno, un trasporto marittimo sempre più oneroso».

Leonardo Parigi