Nell’ottobre 2025, sul Molo Garibaldi del porto della Spezia, un sistema di gestione cavi autopropulso ha collegato i cavi di alimentazione elettrica alla fiancata della Msc Seaview. Motori spenti, emissioni azzerate, sistema Scada in comunicazione con la nave. Il primo test di cold ironing in Italia era andato a buon fine. Protagonista della manovra era il Cable Management System di ShoreLink, azienda estone con sede a Tallinn e impianto produttivo a Kalesi: una realtà che ha costruito la propria reputazione nel Baltico e che oggi guarda al Mediterraneo come al prossimo mercato potenziale. “L’azienda cresce molto rapidamente, e gli accordi che abbiamo raggiunto con diversi porti in Europa e nel mondo negli ultimi due anni ci dimostrano che la traiettoria di ampliamento è valida e sostenuta”, commenta Kaupo Läänerand, chief commercial and strategy officer della società estone. “C’è una forte domanda dal mercato, anche perché le necessità degli scali europei aumentano conseguentemente alle nuove normative internazionali. Ma non solo, perché anche il Nord America ha puntato da anni sulla decarbonizzazione delle navi nei porti, una strategia di ampia visione che va a integrare la crescita del tonnellaggio con una maggiore responsabilità ambientale e sociale”.

Il mondo del cold-ironing si muove eccome, anche se le dinamiche variano da paese a paese. Ma ShoreLink è convinta che tutte le aree del pianeta siano coinvolte in questo processo di revisione. “Dall’America centrale ai Caraibi, dall’Asia alle coste mediterranee, servono soluzioni custom ma anche standard per la realizzazione di impianti che consentano alle navi di avere energia senza creare impatti negativi. Ogni porto ha le sue particolarità e peculiarità, e così i porti italiani sono spesso integrati in un contesto cittadino che vive passivamente l’approdo di navi cargo e passeggeri. Quindi l’elettrificazione delle banchine è un passaggio storico anche per vivere il porto in maniera totalmente diversa”. Il percorso spezzino ha richiesto anni. MontEle, aggiudicataria del contratto da parte dell’Adsp del Mar Ligure Orientale, ha integrato nel progetto le apparecchiature del Cable Management System acquistate direttamente da ShoreLink in Estonia, completando la cabina di trasformazione e l’intero sistema a Molo Garibaldi, completata nell’agosto 2025 per poco più di 7 milioni di euro, con due convertitori di frequenza e quattro trasformatori per una potenza disponibile di 10 MW.
La presentazione ufficiale era avvenuta il 12 dicembre 2024. Il test con la Msc Seaview ha chiuso il cerchio, verificando il corretto trasferimento di dati tra la nave e il sistema Scada prima che la corrente passasse. Il piano prevede altri tre impianti: uno sul nuovo molo crociere di Calata Paita, due sulla parte commerciale. La Spezia non è però un caso isolato nel portafoglio italiano di ShoreLink, ma è il punto di partenza di una presenza che si sta strutturando rapidamente. Genova ha già due unità pronte all’uso, consegnate nel 2025. A Termoli è in corso l’installazione di un RoRoLink Fixed e di un Special Cms Fixed. Venezia è tra gli scali previsti per le prossime attivazioni. Fuori dall’Italia, il 2025 ha visto le consegne a Marsiglia e a Le Havre dove sono stati installati cinque CruiseLink Mobile L e tre Shore Connection Cabinet, mentre Barcellona ha ricevuto nel 2024 un RoRoLink Mobile, e Palma e Ibiza attendono nel 2026 tre RoRoLink Mobile e sei Shore Connection Cabinet. Nel nord Europa, Naantali in Finlandia e Aarhus in Danimarca sono già referenze operative, e il mercato dei caricatori ChargeLink cresce soprattutto tra gli operatori finlandesi, estoni e baltici. Il cuore della gamma è il CruiseLink, disponibile in tre configurazioni. Il Mobile L, il più venduto in Italia, è progettato per un’ampia portata operativa, con il braccio esteso pensato per gestire variazioni di marea significative e configurazioni di coperta diverse.

Il Mobile S è più compatto e manovrabile, adatto a banchine con spazi ridotti: nessun braccio di stabilizzazione richiesto, raggio di sterzata zero, cablaggio su entrambi i lati senza necessità di riposizionamento. Una variante S Chain integra il sistema con una catena sotterranea che mantiene la banchina libera e permette lo spostamento flessibile del punto di connessione lungo il bordo nave. Il CruiseLink Mobile S ha fatto il suo debutto commerciale a Malta, aprendo un mercato che ShoreLink considera ad alto potenziale. La capacità massima del sistema è di 20 MVA, con tensioni di 6,6 e 11 kV e compatibilità con reti a 50 e 60 Hz. Un solo operatore è sufficiente per l’intera manovra: il Cms è autopropulso e radiocomandato, e il sistema di compensazione attiva dell’altezzagestisce in tempo reale le variazioni di marea e di pescaggio senza intervento manuale. La dinamica commerciale di ShoreLink riflette la maturazione del mercato. Fino a qualche anno fa, le gare riguardavano singole soluzioni per uno o due ormeggi crocieristici.
Oggi i tender sono più grandi, più frequenti, e spesso coprono interi sistemi portuali. Costanza, in Romania, è un esempio recente di come un singolo contratto possa crescere progressivamente. Parallelamente, ShoreLink sta entrando nel mercato della ricarica elettrica delle navi, il ChargeLink per batterie e traghetti elettrici, con quattro accordi già firmati e un bacino di clientela orientato soprattutto verso il nord Europa. L’azienda punta al raddoppio del fatturato nel 2026 rispetto all’anno precedente, sostenuta da un team di ingegneri interno che consente di non dipendere da fornitori esterni per la progettazione e da contratti già acquisiti per dieci unità del nuovo modello completamente elettrico di cui la prima sarà consegnata a giugno 2026. “I progetti di successo si basano su solide partnership. Siamo grati per l’eccellente collaborazione e il supporto professionale dei nostri rappresentanti in Italia, il team di Stelio Bardi Marine Technology”, conclude Läänerand. “Insieme, abbiamo gettato solide basi per la crescita e il nostro percorso in Italia è un traguardo condiviso che riflette il nostro comune impegno a fornire soluzioni sostenibili per l’alimentazione elettrica da terra”.
Leonardo Parigi