Il 2025 ha chiuso con un record che il settore attendeva da anni, facendo registrare 37,2 milioni di passeggeri crocieristi nel mondo, secondo il rapporto annuale Clia pubblicato ad aprile 2026. Un salto significativo rispetto ai 34,6 milioni del 2024 e ai 31,7 milioni del 2023, con un tasso di crescita anno su anno del 7,5%. Quasi il 90% dei passeggeri ha dichiarato l’intenzione di tornare a crociera, il livello più alto mai registrato. Nel 2026 le compagnie associate a Clia operano 310 navi oceaniche per circa 637.000 berths complessivi, con ulteriori 325 partenze programmate. L’impatto economico è proporzionale. Nel 2024 il settore ha generato 198,8 miliardi di dollari di produzione economica globale, supportando 1,8 milioni di posti di lavoro nel mondo. In Europa i numeri sono ancora più eloquenti. Nel 2024 il comparto ha generato 64,1 miliardi di euro, in crescita del 15,7% rispetto ai 55,3 miliardi del 2023, contribuendo per 28 miliardi al pil dell’Unione e sostenendo 445.000 posti di lavoro con 16 miliardi di euro di salari. A fronte di una quota inferiore al 3% del turismo globale, la crocieristica produce un impatto economico distribuito che raggiunge porti, fornitori, comunità costiere e aree insulari periferiche. Il vecchio continente si conferma il secondo mercato mondiale dopo il Nord America, con 8,9 milioni di passeggeri europei che hanno preso una crociera oceanica nel 2025, il 5,3% in più rispetto all’anno precedente.
Il Mediterraneo rimane la destinazione europea per eccellenza, con circa il 15% dei deployment globali, secondo solo ai Caraibi che dominano con il 43%, e precedendo il nord Europa al 9%. Le proiezioni per il 2026 superano i 5,9 milioni di passeggeri nel bacino mediterraneo, con oltre 180 navi da 57 compagnie e una crescita della capacità del 3,7%. Barcellona si conferma il primo porto crocieristico europeo con circa 3,5 milioni di passeggeri, seguita da Civitavecchia. La stagione porta nuove immissioni di capacità significative: Royal Caribbean ha varato la Legend of the Seas, con il primo viaggio commerciale partito da Civitavecchia il 4 luglio 2026 verso Barcellona, Palma de Mallorca, Marsiglia e La Spezia. I booking mostrano finestre di prenotazione sempre più lunghe, con una tendenza crescente verso itinerari di 10-12 notti che combinano Grecia, coste turche e Adriatico. Il tema del 2026, però, non è solo la crescita, è la gestione di quella crescita. Barcellona ha introdotto limiti al numero giornaliero di passeggeri, Venezia ha confermato il divieto alle grandi navi. Santorini e Mykonos vivono giornate di pressione estrema quando più navi attraccano simultaneamente. La risposta del mercato è duplice: concentrare le mega-navi sugli hub principali e spingere gli operatori di nicchia verso porti minori, dalla Dalmazia, alle isole greche secondarie, Albania, Montenegro. Un’indagine Medcruise su 300 porti e destinazioni europee rivela peraltro che in una larga maggioranza degli scali i crocieristi rappresentano meno del 10% degli arrivi totali, pur generando un impatto economico significativo, e che la percezione pubblica è prevalentemente positiva, con solo il 3% dei residenti che esprime un giudizio negativo.
I Caraibi nel 2025 hanno segnato oltre 1,25 milioni di nuovi visitatori ospiti di navi da crociera, rispetto al 2024. La tendenza più rilevante non riguarda però i porti tradizionali, ma le destinazioni private delle compagnie: Perfect Day at CocoCay di Royal Caribbean, Lookout Cay di Disney e analoghe strutture di Msc e Norwegian hanno trasformato il modello del viaggio caraibico, portando i passeggeri in destinazioni controllate dove la spesa rimane all’interno dell’ecosistema della compagnia. Queste isole private sono diventate driver primari della domanda. La fascia demografica caraibica è la più giovane di tutte le regioni di destinazione, con una crescita sostenuta del segmento under 40 che rappresenta oggi circa un terzo del totale crocieristi globali.
Il nord Europa rappresenta circa il 9% del deployment globale ma cresce in modo costante, sostenuto da una domanda qualitativa. Per i passeggeri britannici e irlandesi, che nel 2025 hanno raggiunto il record di 2,54 milioni di crociere oceaniche, il nord Europa vale il 27,2% delle scelte, secondo solo al Mediterraneo (34,5%). Il segmento expedition, che comprende Artide, Antartide, Groenlandia e Islanda, è quello in crescita più rapida per percentuale, con una capacità in espansione del 150% tra il 2019 e il 2029. Bergen, i fiordi norvegesi e le destinazioni artiche attraggono un profilo di passeggero con alta propensione alla spesa e priorità all’esperienza. La sfida ambientale in questo contesto è particolarmente sensibile. Bergen ha già regolamentato le emissioni in porto, e la pressione normativa europea spingerà il segmento verso una flotta sempre più elettrificata. Nel frattempo, Msc si appresta a far partire il primo viaggio della nuova entrata in scuderia, Msc World Asia. Una nuova ammiraglia il cui battesimo si vedrà il 28 novembre a Le Havre, in Francia. La nave unirà le esperienze più amate dagli ospiti a nuovi concept innovativi pensati per offrire un’esperienza top di intrattenimento, ristorazione e relax in mare. Dallo scivolo a secco più lungo mai realizzato su una nave da crociera a oltre 40 bar e ristoranti, fino a spazi di intrattenimento immersivi capaci di offrire esperienze memorabili giorno e notte, Msc World Asia proporrà qualcosa di speciale per ogni viaggiatore. La nave sarà battezzata nel corso di una spettacolare cerimonia che riunirà a Le Havre importanti esponenti dell’industria turistica internazionale, media, partner e ospiti, per una serata che fonderà tradizione marittima e innovazione. Dopo la cerimonia ufficiale di battesimo a Le Havre, che comprenderà il tradizionale rito della rottura della bottiglia di champagne sulla prua della nave, Msc World Asia inaugurerà la sua stagione nel Mediterraneo partendo da Barcellona il 4 dicembre 2026.