Shipping artico: evoluzione dei traffici e nuove sfide assicurative

Negli ultimi anni l’Artico è passato da spazio remoto a possibile corridoio logistico globale. In particolare, la Northern Sea Route, che collega Asia ed Europa lungo le coste russe, si è affermata come la direttrice più concreta, sostenuta dagli investimenti di Mosca e dall’interesse crescente della Cina, che la inserisce nella “Polar Silk Road” per diversificare le supply chain.

Nonostante questo interesse, i volumi restano limitati. Il cambiamento più rilevante non riguarda però quanto si naviga, ma come: sta cambiando chi naviga nell’Artico e quindi il profilo di rischio.

Accanto alla componente dominante – pesca e traffici locali – crescono le navi legate all’energia e alla logistica. L’aumento di gas carrier e petroliere riflette il ruolo dell’Artico come piattaforma energetica, mentre bulk carrier e general cargo indicano un utilizzo più strutturato per il trasporto di risorse. Ancora limitato ma significativo è l’ingresso delle portacontainer, come dimostra il viaggio della Istanbul Bridge, con tempi ridotti a circa 18–20 giorni tra Asia ed Europa.

L’Artico passa da area periferica a spazio ad alto valore, con maggiore complessità e rischio, dove distanze più brevi non garantiscono efficienza.

Dal punto di vista assicurativo emerge un elemento chiave: la principale causa di sinistro non è rappresentata da collisioni, ma da guasti tecnici. Più che colpire le navi, l’Artico le mette sotto stress. Allo stesso tempo, il rischio ghiaccio è oggetto di specifiche condizioni contrattuali: limiti alle aree di navigazione, requisiti di ice class e franchigie dedicate. In caso di accesso non autorizzato, la copertura può essere mantenuta solo previo accordo con gli assicuratori, con condizioni più restrittive e additional premium.

A rendere il quadro più complesso è la distanza e l’isolamento dell’area: anche un’avaria può trasformarsi in un evento rilevante, con tempi di intervento lunghi e impatti significativi. In questo contesto, le compagnie adottano un approccio sempre più selettivo e premi che riflettono la difficoltà di modellizzare il rischio. 

Più che una nuova autostrada del mare, l’Artico appare oggi come uno spazio di transizione, in cui opportunità e incertezza crescono insieme.

Laura Malavolta – Cambiaso Risso Communication Dept.